Non devi fare altro che scrivere una frase sincera. Scrivi la frase più sincera che sai.
Ernest Hemingway
In primo piano
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Nel 1905 un trentottenne professore ostunese, che a ventisette anni ha fondato un Liceo nella sua città, dà alle stampe trecento pagine in cui chiama i campioni dell’antichità classica – e della scienza e della filosofia sue contemporanee – a testimoniare per lui dell’immortalità dell’anima. Da Ovidio a Newton, da Aristotele a Stuart Mill, Antonio Calamo chiede a tutti di testimoniare della sua stessa fede, del suo amore per la parola, della sua urgenza di schierarsi a favore di una stretta relazione tra sacro e vero.
Ne deriva uno scritto di respiro enciclopedico, ambiziosissimo e visionario, che propone - con un passo ispirato che ricorda i grandi moralisti - riflessioni oggi provocatorie sulla famiglia e sulla tradizione, sulla trasmissione del sapere e dei valori, sul primato dell’Uomo nell’universo e insieme sulla sua sottomissione a Dio.
Un libro irruente e appassionato con cui Calamo, grazie all’intima verità che ne traspare, riesce in maniera sorprendente a parlarci ancor oggi, “oltre la tomba”.